Privilegio o svantaggio,  onnipotenza o impotenza, del fare, disfare e tornare a fare, che rende il creativo potente o debole di fronte alla  tela, ancor  più laddove l’osservatore attento  coglie o interpreta messaggi chiari o nascosti, di facile lettura o di contorta immaginazione.

Certo è che ad ognuno è data la possibilità di leggere ciò che desidera leggere nei miei libri, vedere ciò che immagina vedere nelle mie finestre e passeggiare o veleggiare  nei miei paesaggi, sorta di raffigurazioni propiziatorie che rendono lo spettatore partecipe delle mie emozioni.

Propiziatorie come le mie “Veneri”  interpreti di speranze, fecondità, abbondanze palesi ed evanescenti, fatte, disfatte e rifatte, che lasciano cogliere  ciò che sono  o che si vorrebbe fossero.

Antonio Favale